Il grande inganno di Calciopoli. Intervista a Stefano Grossi per Social Football

Il giornalista Daniele Coltrinari intervista per il magazine Social Football il regista Stefano Grossi, autore del film Nel paese di Giralaruota. Il grande inganno di Calciopoli, in occasione della proiezione del documentario al Lago Film Festival di Bracciano, 13 luglio 2013.

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Il grande inganno di Calciopoli. Intervista a Stefano Grossi per Retrospettive

L’intervista a Stefano Grossi, autore del film Nel paese di Giralaruota. Il grande inganno di Calciopoli,  uscita sul magazine Retrospettive, a cura di Sarah Panatta

Nel paese dei “morti viventi” quanti scandali ai quattro venti…

Poteri interconnessi, inciuci politici, economici, mediatici. Informazione depistata, volontà occultate all’attenzione pubblica e per essa riscritte. Magagne e cicatrici del sistema-calcio, specchio (tutt’altro che deformato) del sistema-paese.

Il regista e co-sceneggiatore de Nel Paese di Giralaruota. Il grande inganno di Calciopoli, Stefano Grossi, racconta intenzioni e visioni, dentro e attorno al suo esplosivo documentario, indagine complessa e incalzante su un mondo che sopravvive sprofondando(ci). Giralaruota sarà presentato ufficialmente il 20 febbraio presso la Casa del Cinema di Roma. Il film è distribuito direttamente tramite vendita on-line.

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Giralaruota Stefano, e…“allegria”…di naufragi. Calciopoli è stato il naufragio pilotato della Juve o il naufragio mancato di un sistema corrotto che è rimasto ben saldo, a galla, mentre la Juve-Titanic affondava?

L’idea che ci siamo fatti io e Renato La Monica (che ha scritto con me la sceneggiatura del film ed è l’autore dei due libri dai quali il film è tratto) è che Calciopoli è stata soprattutto una gigantesca occasione mancata: quella di bonificare ossia riformare da zero un intero sistema politico-sportivo (dalle massime istituzioni della giustizia sportiva a quelle dell’AIA, della Lega Calcio e della FIGC, passando per gli organigrammi societari di molte squadre di Serie A, a partire da Juve, Inter e Milan). Come spesso succede in Italia, non è accaduto nulla di tutto ciò. Ed è assolutamente sintomatico dello stato comatoso del nostro sistema calcio (calco perfetto del nostro sistema paese) il fatto che proprio di recente Giancarlo Abete sia stato rieletto con più del 94% dei voti come Presidente della FIGC. E, pochi giorni dopo, Maurizio Beretta sia stato a sua volta rieletto come Presidente della Lega Calcio, con vicepresidente una fantastica new entry come Adriano Galliani (l’incarnazione stessa del conflitto di interessi nel mondo del calcio) e tra i consiglieri federali Claudio Lotito: uno che, per chi non lo ricordi, è stato condannato in primo grado il 3 marzo 2009 a 2 anni di reclusione per aggiotaggio e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza sui titoli della Lazio, e in primo grado ad 1 anno e 3 mesi più 25.000 euro di multa dal Tribunale di Napoli l’8 novembre 2011, nell’ambito del processo penale relativo allo scandalo di Calciopoli (come vedete, tutto torna… senza contare che Lotito rimarrà nella storia per aver salvato la Lazio dalla bancarotta grazie al famoso “Decreto spalma-debiti”, altrimenti detta “Legge salva-calcio”, gentilmente concessa – via Carraro – dal secondo governo Berlusconi, nel 2003, contestata nella sua sostanza dalla Comunità Europea, nella persona dell’allora Commissario Ue alla Concorrenza Mario Monti – guarda un po’ – e definita dall’ex presidente della Covisoc Victor Uckmar “Un falso in bilancio legalizzato”). Per cui, la cosa più gentile che si può dire guardando le facce e soprattutto ascoltando il modo di parlare di queste persone è: siamo e restiamo sempre e comunque in una morta gora. Mi spiace essere costretto a parafrasare Beppe Grillo, ma in questo caso è proprio vero che ci troviamo in presenza di zombie: morti viventi che nessuno ha realmente interesse a scalzare dalle rispettive poltrone.

Il tuo documentario-inchiesta parte, giustamente, dalla genesi, da Moggiopoli che diventa Calciopoli. Ma la miccia della bomba, nel 2002, sono state alcune “uscite” di Moratti…il presidente “petroliere” ha servito un assist? A chi?

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